Dipinti contemporanei - Sito ufficiale della pittrice e storica d'arte Elisa Marianini

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Dipinti contemporanei

Elisa Marianini
…E UNA FARFALLA DIURNA, MA CON LE ALI D’ORO, VOLAVA NEI CIEL
E’ nel dna Laura, lo celavi, ma il dolore affannava i cuor …
Encausto, colori iridescenti  e metallici su mdf, cm 80 x 80
Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla.
(Lao Tzu)

Nel dipinto è rappresentata la metamorfosi di una vita attraverso la simbologia della germinazione e della farfalla. Questa germinazione prende consistenza e si sviluppa su un terreno fertile di pensieri, azioni, volontà, amicizia, amore. Questo terreno, se messo a frutto, continuerà a germinare, trasmettendo la fiducia in un'armonia superiore capace di rendere eterno e spirituale ciò che nasce nel mondo fisico materiale. Le forme simboliche rimandano sia alle conchiglie,  le quali ci indicano la rinascita e alludono all'origine di una nuova vita, che ai ventagli  simbolo dell'anima. Infatti la loro forma simboleggia la vita che inizia da un punto, il perno, e gradatamente si espande man mano che si amplia l'esperienza e si accumula il vissuto. Anche la pianta di ginkgo biloba può essere richiamata da queste forme. Essa è la pianta più antica presente sul nostro pianeta, arrivata quasi immutata fino ai nostri giorni – come fosse un fossile vivente – tanto che in Giappone è ritenuta albero sacro. Un altro suo appellativo è quello di “albero della vita” per la straordinaria capacità che la contraddistingue: quella di resistere a ogni tipo di avversità.
Il colore dello sfondo è bronzato richiamando anch’esso la forza e la natura terrena della vita, ma che si trasforma in oro come la farfalla al centro.  Essa allude alla vita e alla rinascita, infatti, in greco il suo termine equivale a “Psiche” significando anche anima.  La farfalla è sostanzialmente l’emblema della trasformazione e metamorfosi poichè da essere strisciante di terra diventa un essere volatile di cielo in una mistica compenetrazione tra il mondo visibile e l’invisibile, il punto d’incontro tra il tempo e l’eternità. La crisalide che incomincia a incrinarsi per fuoriuscire esprime una forza che agisce dall’interno. La farfalla diviene simbolo dell’anima liberata dalla materia e  le moltissime varietà di sfumature delle sue ali esprimono la bellezza e la varietà delle tante anime e dell’amore.
Elisa Marianini
Il Pianeta Blu
Colori metallici e iridescenti, encausto e malta su tela  Mis: cm 120 x 90
Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria.
(Italo Calvino)
Il nostro pianeta è un luogo meraviglioso e noi abbiamo il privilegio di abitarlo. La terra è l’unico pianeta del sistema solare, dove grazie al suo particolare clima e alla presenza di acqua, l’uomo può vivere, godendo quotidianamente di un terreno su cui poter coltivare,  di paesaggi meravigliosi da poter ammirare, di un mare dove poter tuffarsi. La nostra Madre Terra, baciata dalla luce del sole, rischiarata nelle notti serene dalla luna, è attorniata dai due astri che rimandano all’universo maschile solare e a quello femminile lunare, ricordandoci l’intima unione degli opposti. Fu la Luna però e non il Sole il primo corpo celeste ad attrarre l’attenzione dei nostri avi sull’esistenza di cicli astronomici. Il Sole a causa del suo bagliore che rende invisibili anche le stelle è possibile contemplarlo solo per pochi minuti, cioè all’alba e al tramonto, mentre i mutamenti della Luna, realizzandosi in tempi brevi  sono facili da osservare. Il fenomeno delle fasi lunari fa sì che l’aspetto della luna cambi regolarmente da quello di una sottile forma di falce a disco pienamente illuminato. La Luna crescente e decrescente è il simbolo del tempo che passa, della vita che scorre ed è stata spesso cantata dai poeti antichi e moderni,  e durante gli anni a noi più recenti, missioni speciali sono partite alla sua scoperta.
La Terra è conosciuta come il pianeta blu, termine che in inglese ha anche il significato di “triste”. Nella cultura americana l’espressione “feeling blue”, letteralmente sentirsi blu, allude al sentirsi triste e blu era anche il colore delle bandiere delle navi quando moriva il capitano o un alto ufficiale. Non  a caso David Bowie nella canzone Space Oddity  “Stranezza Spaziale” - prendendo spunto dalla missione della Nasa “Apollo 11” del 1969 che ha avvicinato l’uomo alla luna -  usa questo termine in riferimento alla Terra proprio per dare una sensazione di malinconia, di tristezza, di abbandono ma anche di serenità,  invitandoci ad una riflessione sulla condizione dell’astronauta, l’uomo che, inconsapevolmente già famoso sulla Terra, si trova spaesato davanti all’immensità  e al silenzio dello spazio vedendo la Terra in lontananza, piccola, blu. Niente sembra in suo potere e ammirando la bellezza che gli si presenta davanti possiamo comprendere la sua emozione. La malinconia, è l’emozione che assale l’uomo in questa circostanza, ma non è sempre da considerarsi negativa, dato che è giusto accogliere in noi un arcobaleno di emozioni, incluse quelle “blu”, o più tristi, perchè ci invitano alla riflessione e a dare un giusto valore a tutte le altre emozioni e cose.  
L’uomo guardando da distanza il nostro pianeta riesce a capire la sua bellezza e fragilità. Satelliti artificiali ci restituiscono quotidianamente immagini straordinarie e preoccupanti allo stesso tempo. Spesso, gli interventi umani sull’ambiente sono un pericolo distruttivo per le forme di vita e costituiscono occasioni di malattia e di morte per l’uomo stesso.  Correggendo il nostro comportamento possiamo contribuire a salvare la Terra garantendo il benessere anche alle generazioni future. Astronauti e ambientalisti stanno lavorando assieme, poiché attraverso la divulgazione della conoscenza scientifica a livello internazionale, con apposite iniziative e con l'impegno è possibile agire per la salvaguardia del nostro pianeta e dell’ambiente. Il destino della Terra dovrebbe essere nei cuori di tutti, poiché quello che facciamo oggi può contribuire a salvare il nostro pianeta blu, mentre tutto quello che non facciamo o peggio che facciamo senza alcun criterio può incalzare la catastrofe ambientale. Pascoli vede le stelle cadenti come il pianto del cielo su questa terra “atomo opaco del Male”, e ancora più toccanti sono le parole del filosofo argentino  Borges: “All'allievo che gli chiede se esiste il Paradiso, il maestro Paracelso risponde che il Paradiso esiste ed è questa nostra Terra. Ma esiste anche l’Inferno, e consiste nel non accorgersi che viviamo in un Paradiso”.
Elisa Marianini
 
 
“LA ROSA”

 
 
Encausto, malta, legno con colori iridescenti  e metallici   
 
 
Una rosa non ha bisogno di predicare. Si limita a diffondere il proprio profumo.
(Mahatma Gandhi)

 
 
      La rosa ha una simbologia molto complessa poiché ambivalente, potendo contemporaneamente significare perfezione celeste e passione terrena, tempo ed eternità, vita e morte, fecondità e verginità. Da secoli la rosa è comunque il simbolo dell’amore, della devozione e della bellezza. Simboleggia, inoltre, il segreto, basta considerare l’epressione “sub rosa” e lo svelare con delicatezza nel bocciolo che si apre. La rosa nei miti antichi era simbolo del silenzio e della riservatezza.
 
    I fiori in genere sono un allusione alla vita che fiorisce, alla positività, alla rinascita, al ciclo stagionale. Essi esprimono un dato sentimento e sono una perfetta copia della vita umana, poiché si seminano, crescono, sbocciano e appassiscono.
 
   Il fiore esprime un miracolo che sempre si rinnnova: la vita.


Elisa Marianini
 
 
“LA MAGNOLIA BIANCA”

 
 
Encausto, malta, legno con colori iridescenti  e metallici   
 
 
Il fascino di un fiore sta nelle sue contraddizioni − così delicato nella forma così forte nel profumo, così piccolo nelle dimensioni così grande nella bellezza, così breve nella vita così lungo il suo effetto.
(Terri Guillemets)

 
 
        La Magnolia è simbolo di dignità e perseveranza. Una caratteristica che contraddistingue questo fiore è il profumo intenso che emana. Nella simbologia il profumo è un elemento purificante che connette cielo e terra e che avvicina al mondo onirico dei sogni. Il profumo ci avvicina alla spiritualità, ma soprattutto, ai ricordi, provocando in noi intense emozioni che ci coinvolgono profondamente.
 
    I fiori in genere sono un allusione alla vita che fiorisce, alla positività, alla rinascita, al ciclo stagionale. Essi esprimono un dato sentimento e sono una perfetta copia della vita umana, poiché si seminano, crescono, sbocciano e appassiscono.
 
   Il fiore esprime un miracolo che sempre si rinnnova: la vita.
 
ELISA MARIANINI

“Le colonne portanti”

 
 
80 x 60 cm
 
 
Colori metallici a cera, encausto e foglia argento

 
 
 
La cosa più importante che i genitori possono insegnare ai loro figli è come andare avanti senza di loro.
 
(Frank A. Clark)

 
 
 
 
In questo dipinto ho voluto rappresentare i genitori come colonne di un tempio – la casa –  all’interno del quale il loro compito più importante è quello di educare i figli alla vita e insegnare loro a distinguere il bene dal male. I genitori sono coloro che accompagnano mano per mano, che sollevano dalle cadute e insegnano a trarre “vantaggi” da esse. Ma le colonne non sono indistruttibili, la vita di una famiglia è fatta di gioie e dolori e durante il cammino si possono incontrare molti ostacoli che insieme possono essere comunque superati.
 
Sin dagli albori della civiltà, l’ingresso ai luoghi sacri e misteriosi era preceduto da due pilastri. Sia in arte che in architettura, le due colonne sono simboli archetipici che rappresentano un importante punto d’accesso o di passaggio. Esse rappresentano l’equilibrio tra due forze opposte ma complementari, quindi la  dualità:   irrazionalità e razionalità, dionisiaco e apollineo,  evidente e nascosto, chiaro e scuro, luce e tenebre, uomo e donna, materia e spirito. Senza una sintesi non potrà mai esserci armonia e equilibrio. La bellezza non sta nella misura e nell’ordine, non nell’assenza di contrasti, ma nel loro equilibrio.
 
Dall’abbraccio delle due figure-colonne si origina un cuore ed è proprio da lì che tutto passa e viene filtrato, il cuore è la connessione tra la nostra profondità e la superficie, il cuore porta l’emozione più profonda alla consapevolezza, alla luce, il cuore che torna alla calma dopo lo spavento, alla luce ed alla speranza richiamata dalla simbologia delle conchiglie, dei ventagli e dalle foglie della pianta di ginkgo biloba.  Le conchiglie alludono alla rinascita e all’origine di una nuova vita; i ventagli sono il simbolo dell'anima e della vita che inizia da un punto, il perno, che gradatamente si espande man mano che si amplia l’esperienza e si accumula il vissuto. La pianta di ginkgo biloba è invece,  la pianta più antica presente sul nostro pianeta, arrivata quasi immutata fino ai nostri giorni – come fosse un fossile vivente – tanto che in Giappone è ritenuta albero sacro e per questo posizionata all’ingresso dei templi. Un altro suo appellativo è quello di “albero della vita” per la straordinaria capacità che la contraddistingue: quella di resistere al ogni tipo di avversità.    
 
Infine, tre rose poste a triangolo chiudono il dipinto. Il triangolo è strettamente legato al numero tre esprimendo prevalentemente sia l’idea della divinità, riscontrabile nel simbologia della trinità, sia l’idea dell’ascesi dell’uomo verso il divino. La rosa, da sempre, ha una simbologia molto complessa poiché ambivalente, potendo contemporaneamente significare perfezione celeste e passione terrena, tempo ed eternità, vita e morte, fecondità e verginità, ancora una volta la dualità. Da secoli la rosa è comunque il simbolo dell’amore, della devozione e della bellezza. I fiori in genere sono un allusione alla vita che fiorisce, alla positività, alla rinascita, al ciclo stagionale. Essi esprimono un dato sentimento e sono una perfetta copia della vita umana, poiché si seminano, crescono, sbocciano e appassiscono. Il fiore esprime un miracolo che sempre si rinnnova: la vita.
 
 
Elisa Marianini
Annunciazione
21 x 21 cm
Colori metallici a cera, encausto e foglia argento
Non temere, Maria, poiché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai e partorirai un figlio e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio di Dio
(Vangelo di Luca)
      In questo dipinto ho voluto rappresentare l’Annunciazione, simbolicamente collocata nove mesi prima del Natale, precisamente il 25 marzo. L’ambiente è semplice e spoglio di ogni decorazione superflua, non ci sono elementi in sovrabbondanza e predomina una estrema povertà dello spazio, tanto che la scena è dominata dalle due sole figure dell’ Angelo e della Vergine.
      L’Angelo è appena arrivato nella casa di Maria e con un gesto le indica il cielo, Maria seduta indossa un vestito blu, colore del cielo stesso ed ha il busto reclinato in avanti in segno di accettazione totale.  Nell’atteggiamento di Maria, come scritto nel Vangelo, si può leggere paura, timore, per l’improvvisa apparizione, mentre l’Angelo cerca di infonderle tranquillità, poiché le sta dicendo di non temere poiché è Dio che lo manda perchè lei sta diventando madre di un bambino che chiamerà Gesù e che sarà il figlio di Dio. A ricordarci che tutto avverrà attraverso l’Immacolata Concezione è il vaso di fiori al centro simbolo della sua purezza verginale, mentre il raggio della colomba dello Spirito Santo dall’alto arriva proprio sulla figura di Maria mandato dal Padre Eterno.
     In modo forte e intimo il divino entra in rapporto con l’umano. L’annunciazione indica come la stessa rivelazione di Dio dipenda dall’apertura dell’uomo che può scegliere di accettarla come ha fatto Maria, oppure no.
Elisa Marianini
 
 
“La ragazza sottilmente idolo”
 
 
IL DIAMANTE ALLO STATO GREZZO
 
 
50 x 44 cm
 
Colori metallici a cera, encausto e foglia oro
 
 
                                               
 
 
La luce del diamante è l’anima rubata alle stelle.
 
(Fabrizio Caramagna)
 
 
 
La giovinezza e la bellezza sono idoli, dietro i quali ci nascondiamo. Ma se crediamo nelle nostre capacità ci possiamo rendere conto dell’nconsistenza e della banalità di vivere solo di luce riflessa e solo nella superficialità. L’idolo è seducente ma sterile e vuoto. Come recita il salmo dell’antico testamento “Gli idoli delle genti sono argento e oro, opera delle mani dell’uomo. Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, hanno narici e non odorano. Hanno mani e non palpano, hanno piedi e non camminano”. La vita ci presenta spesso delle situazioni difficili da comprendere, e quello che percepiamo, vediamo, intuiamo, non sempre ci consente di acquisire coscienza delle cose e dei fatti. Per quanto noi possiamo essere accorti, ci manca l’accuratezza nel notare: se guardiamo controlliamo, se vediamo percepiamo con pathos vivo. Spesso il nemico peggiore si nasconde dentro di noi, nell’ultimo posto dove saremmo andati a cercare e spesso, tale nemico è il nostro servitore più fidato. L’uomo è come un diamante allo stato grezzo, non bello da vedere, una pietra preziosa da raffinare ma con infinite qualità  e potenzialità che si celano al suo interno.
 
Anche i giudizi sinceri nascondono in maniera grezza un diamante di altissimo valore, quando essi diventano discernimento proveniendo direttamente dall’Anima. Il discernimento è quella capacità di osservare nella sua pura essenza ogni situazione, non giudicando il giusto o l’ingiusto, ma vedendo oltre, non nella dualità, ma nell’unità. Come coloro che per illuminare una stanza scelgono di non combattere contro le ombre, ma  di aprire la finestra per far invece entrare la luce.
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"e il naufragar m' è dolce in questo mare"
Bottega d’arte e restauro: Via del Porcellana, 39/b, 50123 Firenze Tel: 055-219250
Studio artistico: Traversa del Mugello SP 551, Via Provinciale 14h, 50038 Scarperia San Piero (FI)
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